Il nome Petra deriva dal termine roccia o pietra in greco antico e si riferisce alla particolarità del luogo che circonda il sito. Petra sorge infatti tra ripide gole e montagne, in un luogo estremamente isolato e arido.
Conosciuta anche come “la città rosa”, per il colore delle rocce nelle quali sono scolpiti la maggior parte dei suoi monumenti, Petra è uno dei motivi fondamentali per cui si viaggia in Giordania.
La sua unicità si comprende solo una volta che ci si trova al suo interno: è un’emozione inspiegabile quella che si prova ad essere davanti ad una delle Sette Meraviglie del mondo e uno dei siti Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1985.
Ma come è nato tutto ciò?
Prima di visitare Petra è giusto conoscere almeno un po’ la sua storia.
INDICE DEI CONTENUTI
LE ORIGINI

I primi insediamenti in questi territori risalgono al VII secolo a.C. da parte degli Edomiti, abili lavoratori della ceramica, che si stabilirono sulle colline di Petra.
Dal VI secolo a.C. in questa zona giunsero i Nabatei, un popolo nomade proveniente dalla penisola araba. Essi iniziarono a costruire la loro bellissima città, dotata di un efficientissimo sistema di canalizzazione dell’acqua e di varie cisterne di raccolta.
Ma Petra divenne una grande città grazie anche e soprattutto alla sua posizione.
La città, infatti, sorgeva sulle rotte di commercio che collegavano l’Asia con l’Egitto e l’Arabia con il Mediterraneo. Lungo queste strade si trasportavano profumi, spezie, incenso e mirra: materie e beni preziosi che portarono la città ad arricchirsi incredibilmente.
Dal I secolo a.C. assunse una rilevanza così importante da diventare la capitale del Regno Nabateo, con un’estensione di oltre 10 chilometri quadrati.
LA CONQUISTA DEI ROMANI E L’OBLIO
Nel 106 d.C. Petra venne conquistata e annessa all’Impero Romano.

I romani apportarono numerose modifiche e costruirono nuovi edifici e monumenti come il Teatro, il decumano principale e l’arco all’ingresso del Siq.
La città continuò ad essere il centro commerciale, ma ben presto i Romani presero il controllo delle rotte commerciali e le allontanarono da Petra, portando così all’inizio del declino.
Quando nel IV secolo d.C. con l’Imperatore Costantino I si diffuse il Cristianesimo, Petra divenne un seggio vescovile.
Alcuni edifici della città furono trasformati in chiese, come il Monastero e si costruirono nuovi luoghi di culto cristiani.
Nel IV secolo d.C. una serie di forti terremoti colpì Petra danneggiando molti monumenti e portando la città al completo abbandono.
A partire dalla metà del VII secolo, secondo gli studi, Petra risulta essere disabitata per poi diventare completamente perduta, eccetto che per i beduini della zona.
LA SCOPERTA
Nel 1812, l’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt, dopo aver studiato molto, essersi convertito all’islam ed essersi fatto chiamare Sheikh Ibrahim Bin Abullah, per farsi passare come un musulmano, durante un viaggio alla scoperta della fonte del fiume Niger, venne a conoscenza di un’antica città meravigliosa, dimenticata da tutti e temuta dai beduini locali, nascosta tra montagne impenetrabili.

Burckhardt fu talmente incuriosito da questo posto che, per raggiungerlo, decise di assumere una guida locale e pagare la protezione degli sceicchi. Come scusa per il viaggio inventò che era lì per sacrificare una capra in onore di Aronne, fratello di Mosè.
Una volta percorso il Siq e raggiunta la città, Burckhardt rimase meravigliato e capì l’importanza della sua scoperta. Nonostante la meraviglia che aveva davanti, egli non poté manifestare il suo entusiasmo per non essere accusato dalla popolazione di essere un infedele alla ricerca del tesoro perduto. Così fece il suo sacrificio e fu costretto a rientrare.
Burckhardt raccontò di questa sua scoperta nel suo diario di viaggio, pubblicato nel 1822. Le sue testimonianze suscitarono molto interesse in Europa e diedero inizio a una serie di spedizioni successive.
Dopo questa spedizione, Petra tornò ad essere conosciuta nel mondo occidentale come una fra le città antiche più affascinanti e iniziò ad attrarre turisti da ogni parte del mondo.
Ancora oggi si scava per riportare alla luce le bellezze e i misteri nascosti di quello che è considerato il sito archeologico più visitato al mondo.
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