C’è un’isola in Malesia che è ancora lontana dal turismo di massa e che offre spiagge paradisiache e la possibilità di godersi una vacanza nella natura.
Pangkor Island si trova a metà strada tra Penang e Kuala Lumpur, nella parte occidentale della Malesia. Qualche giorno qui rigenera la mente e vi da la possibilità anche di vedere animali unici e particolari, che vivono qui in libertà.
INDICE DEI CONTENUTI
COME RAGGIUNGERE PANGKOR ISLAND
Il percorso per raggiungere Pangkor Island non è velocissimo. Noi abbiamo preso un bus da Kuala Lumpur che ci ha portati fino alla stazione di Lumut. Da qui abbiamo camminato 5 minuti fino al molo dove abbiamo acquistato i biglietti per Jeti Pangkor, al costo di 20 ringgit andata e ritorno (con data aperta).
Una volta imbarcati sul traghetto il viaggio è durato all’incirca 40 minuti.
Per il ritorno vi consiglio di andare in porto almeno un’ora prima della partenza del vostro traghetto perché dovrete fare il check-in e se non ci sono posti rischiate di dover aspettare il successivo, che spesso è dopo qualche ora.
COME SPOSTARSI A PANGKOR ISLAND
L’isola di Pangkor è grande solo 18km quadrati e non esistono taxi né applicazioni come Grab o AirAsia.
L’unico modo per spostarsi è noleggiando uno scooter o affidarsi a uno dei tantissimi pullmini rosa che si trovano ovunque sull’isola, in particolare all’uscita del porto.
Il consiglio che vi do è di chiedere il numero a uno di loro e poi contattarlo telefonicamente quando vi serve.

DOVE DORMIRE A PANGKOR ISLAND
Non vi consiglio l’hotel in cui siamo stati noi perché è stato molto deludente, ma la zona migliore per alloggiare a Pangkor Island è senza dubbio quella vicino la spiaggia di Teluk Nipah. Qui si trovano tantissime strutture, servizi, ristoranti ed è il luogo in cui c’è più vita di tutta l’isola.
Se poi volete un soggiorno più esclusivo e di lusso allora dovete andare a Palau Pankgor Laut, una piccola isola nella parte occidentale di Pangkor, riservata esclusivamente agli ospiti dei suoi resort.
Ovviamente i prezzi sono molto più alti.
DOVE MANGIARE A PANGKOR ISLAND
Siamo stati a Pangkor solo due giorni e non abbiamo avuto modo e tempo di provare molti locali e ristoranti. Posso però consigliarvi di andare da Daddy’s Cafe, un ristorante sulla spiaggia veramente buonissimo. Da qui il tramonto è stupendo ed è uno dei posti in cui abbiamo mangiato meglio in tutta la Malesia.
COSA VEDERE A PANGKOR ISLAND
L’isola di Pangkor non è grandissima e con un tour di mezza giornata è possibile visitare i suoi punti principali.
Noi ci siamo affidati ad uno dei tanti pulmini rosa che per 130 ringgit ci ha portati per un’intera mattinata in giro per l’isola alla scoperta delle sue attrazioni principali.
LE TAPPE NELLA ZONA ORIENTALE
Siamo partiti dalla parte sud per poi fare un giro antiorario che ci ha portati sull’altro lato dell’isola, attraversando la giungla.
Le tappe principali sono state:
- Masjid Al-Badr Serivu Selawat, la moschea galleggiante; è un monumento unico per la sua architettura con aspetti di influenze turche e mediorientali. É chiamata Seribu Selawat, in riferimento alle 1.000 preghiere che sono incise sulle pareti e sui suoi pilastri, sia interni che esterni. Per entrare è necessario coprire gambe e spalle, sia per gli uomini che per le donne e all’ingresso vi vengono dati dei panni da poter utilizzare gratuitamente.
- La Batu Bersurat, una roccia con delle incisioni che è un grande enigma per i geologi, i quali non riescono ancora a capire i dettagli su come e perché questo masso si trovi qui. I geologi di tutto il mondo concordano nel ritenere che questo potrebbe essere il monumento più sottovalutato della Malesia e forse anche dell’Asia.


- Il Dutch Fort, un vecchio forte restaurato, costruito dagli olandesi alla fine del 1670, con lo scopo di immagazzinare e proteggere le forniture di stagno provenienti dal sultanato di Perak. Il forte olandese fu distrutto nel 1690 dal popolo malese che era scontento dei modi utilizzati dagli olandesi per ottenere i minerali in Malesia. L’ingresso è gratuito.
- Il Fisherman Village, il villaggio di pescatori. Considerate che l’80% della popolazione dell’isola vive di pesca, una risorsa fondamentale per la gente del posto.
- Il Fu Lin Kong Temple, un tempio cinese coloratissimo costruito su una collina dalla quale si può godere di una bella vista sul mare e sul villaggio sottostante.


LE SPIAGGE
Lasciata la parte culturale, ci siamo poi diretti verso la parte nord e occidentale, che ospita le spiagge più belle e dove a farla da padrona è la natura, in particolare la foresta pluviale che occupa gran parte dell’isola.
Le spiagge principali sono:
- Pantai Teluk Dalam, una grande distesa di sabbia bianca e acqua cristallina. Peccato per la tantissima plastica che purtroppo si trova a ridosso della spiaggia perché è veramente un’oasi di pace.
- Coral Beach, poco distante dalla precedente, anch’essa molto tranquilla e piena di gente soprattutto al tramonto, dato che è il posto più bello di tutta l’isola in cui vederlo, magari sorseggiando o mangiando qualcosa in uno dei tanti ristoranti sulla spiaggia.
- Teluk Nipah Beach, la spiaggia più turistica, con un lungomare pieno di locali e bancarelle di street food.
LA VERA ATTRAZIONE DI PANGKOR: GLI HORNBILL

Il vero motivo per cui siamo andati a Pangkor è questo.
La Malesia è uno dei 17 paesi con maggiore biodiversità della fauna al mondo. Due terzi del suo territorio sono coperti da foreste e ospitano circa il 20% delle specie animali del mondo.
L’uccello nazionale della Malesia è il Bucero rinoceronte, dal caratteristico corno sul becco. Delle 54 specie di buceri in tutto il mondo, 10 si trovano nella Malesia peninsulare mentre otto si trovano solo nel Sarawak, nel Borneo Malese, in cui è considerato l’uccello di stato.
I buceri sono considerati esseri sacri e simbolici dello spirito di Dio e spesso le loro statue appaiono in celebrazioni e feste, così come nelle arti e nella cultura. È addirittura stampato sulla banconota da 5 ringgit malesi.
Qui sull’isola di Pangkor, ogni giorno alle 18.30, un signore con il suo fischio richiama i buceri, che a decine accorrono puntualissimi per la cena a base di banane.
Vi basterà scrivere “Hornbill Feeding” su Google Maps e aspettare l’arrivo di questi animali, a cui se volete potete dare da mangiare.
Io volevo farlo, ma a quello prima di me un bucero con il suo artiglio gli ha tagliato una guancia e ha iniziato a sanguinare di brutto, quindi ho preferito evitare, ma se siete coraggiosi, perché non provare?
