10 COSE DA SAPERE PRIMA DI PARTIRE PER IL CAMMINO FRANCESE 

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Alcuni pensano che il cammino di Santiago sia solo una passeggiata di moltissimi chilometri che si fa per scopi religiosi, dormendo insieme ad altre persone e cercando di sopravvivere giorno per giorno in condizioni estreme.

In realtà non è così. È molto di più di un’esperienza e tutto questo si scopre solo una volta che ci si trova dentro e lo si vive in prima persona.

Prima di partire per il cammino ricordo che dicevo sempre “non devo far altro che camminare, è solo questo”, ma mi sbagliavo molto. Ci sono delle cose che a mio parere bisogna sapere prima di decidere di percorrere 900km ed affrontare un viaggio, stupendo, come questo.

Ecco perché qui ti voglio far conoscere 10 cose che non sapevo e che avrei tanto voluto tanto che qualcuno mi dicesse prima di partire per il cammino di Santiago.

1 – IL CAMMINO NON È UNA SEMPLICE PASSEGGIATA, MA NEANCHE UNA CORSA

Partiamo dalla cosa più importante e che mi ha molto “traumatizzata” sin dall’inizio.

Il cammino di Santiago, in questo caso il francese, è un trekking di oltre 900km che da Saint Jean Pied de Port, in Francia, arriva fino a Santiago de Compostela, o per chi vuole Muxía e Finisterre, in Spagna. Lungo il percorso si attraversano i Pirenei, zone di montagna, lunghe distese di prati, campi di girasole, vigneti, grandi città e piccoli paesini disabitati.

Si sale e si scende, si cammina su asfalto, terra, sassolini, rocce, sabbia, il tutto anche durante lo stesso giorno e questa è la cosa peggiore poiché il nostro corpo, ma soprattutto i nostri piedi, non si abituano mai a questi cambiamenti repentini che portano dolori, soprattutto alle ginocchia.

Non esiste allenamento o preparazione adatta ad un percorso del genere.

Soprattutto la prima tappa, da Saint Jean Pied de Port a Roncisvalle, è la peggiore a mio parere da questo punto di vista. Si comincia infatti il cammino carichi di energia, entusiasti e con la voglia di arrivare verso una destinazione che passo dopo passo appare sempre più lontana. Si sale per strade asfaltate fino a ritrovarsi a camminare tra alberi e montagne, per poi raggiungere una discesa ripidissima, che è quella in cui il 90% dei pellegrini (tra cui me) lascia almeno un ginocchio. 

Consiglio 1: procurati fin da subito dei bastoni da trekking che ti saranno di grande aiuto.

Consiglio 2: goditi il percorso, passo dopo passo. Non pensare, se qualcuno ti supera, a doverlo superare di nuovo. Vai alla tua velocità e prenditi il tuo tempo.

Ricorda che il bello del cammino non è arrivare, ma il percorso che fai per raggiungere il tuo obiettivo.

Consiglio 3: prenota il tuo albergue a Roncisvalle. Il paese è piccolissimo e le strutture sono solo due! Per evitare di dormire fuori o dover percorrere almeno altri 5km, prenota prima!

2 – I CHILOMETRI SULLE GUIDE E SU MAPS NON SONO MAI VERITIERI

Non credere alle guide! Se dicono che una tappa sarà di 25km, sappi che ne percorrerai almeno 30!

Non c’è stato un giorno in cui i chilometri programmati sono stati uguali a quelli effettivamente camminati, così come il tempo necessario.

Il consiglio che posso darti è di partire al mattino presto (io di solito alle 6 uscivo dall’albergue) e camminare, ad un buon ritmo, fino al massimo le 14. In questo modo avrai un intero pomeriggio a disposizione per programmare il giorno seguente, lavare i vestiti e soprattutto fare in modo che questi si asciughino!

Una volta arrivati in albergue ci sono tantissime cose a cui pensare e il tempo per riposare è veramente poco.

3 – IL PESO DELLO ZAINO È IMPORTANTISSIMO

Il peso dello zaino incide moltissimo sul nostro fisico, sui nostri muscoli e sulla nostra forza, rallentandoci e causando dolori alle spalle, alla schiena e alle gambe.

Porta solo l’indispensabile con te, in modo da stare comodo e leggero!

Leggi qui per saperne di più.

4 – CI VUOLE TANTO SPIRITO DI ADATTAMENTO

Questa è in assoluto la prima cosa da sapere e a cui bisogna prepararci prima di intraprendere il cammino di Santiago. Ci vuole un grandissimo spirito di adattamento, da tirar fuori in tantissime situazioni:

  • Nelle stanze degli albergue, poiché non tutti sono eccezionalmente puliti e “comodi”. Ti capiterà di dormire su dei materassi per terra, su dei letti scricchiolanti, accanto a persone che russano fortissimo o su un letto a castello con qualcuno che la notte si muove in continuazione. Tappi, mascherina e sacco a pelo sono la soluzione per affrontare tutto questo.
  • Nei bagni, condivisi con uomini, donne, anziani e gente di diversa nazionalità. Adattati, ce la puoi fare! 
  • All’aria aperta: lungo il cammino non ci sono bagni pubblici. Molto spesso ci si trova a dover camminare ore ed ore nel nulla ed avere la necessità di andare al bagno: un albero, un cespuglio o un muretto sono la soluzione al problema. Ricordati di prendere un bel po’ di carta ogni mattina dall’albergue, così da averne sempre a sufficienza con te!
  • Con il cibo: non sempre di ottima qualità e con vasta scelta. (ne parlo meglio al paragrafo successivo);
  • Durante tutto il cammino: sappi che per un mese non avrai a disposizione le comodità di casa. Non ci sono asciugacapelli negli albergue, non sempre si trova cibo sostanzioso e dovrai adattarti a mangiare, aspettare per fare una doccia o andare al bagno, e così via. A parole sembra difficile, ma dopo pochi giorni ci si abitua.

5 – IL CIBO: IL PROBLEMA PIÙ GRANDE

Come già accennato precedentemente, mangiare lungo il cammino di Santiago, è una delle cose che mi ha messo più in difficoltà, nonostante sia una persona che non si fa problemi e mangia di tutto.

La cucina spagnola è buonissima, ma purtroppo poco varia.

Escluse le grandi città, in cui è più facile trovare ristoranti e una cucina un po’ più varia, lungo il percorso molto spesso si trovano solo dei mini market che offrono ben poco: bocadillo con serrano e tortilla di patate.

L’alternativa è quella di fare la spesa e cucinarsi da soli, ma è da tenere a mente che non tutti gli albergue mettono a disposizione una cucina da utilizzare e ciò “complica” la situazione.

Preparati psicologicamente anche a questo, soprattutto perché camminare tanto vuol dire avere bisogno di tante energie e di conseguenza avere molta fame. Non avere niente da mettere tra i denti dopo una giornata faticosa e stancante, non è molto piacevole.

6 – LA PIOGGIA: UNA GRANDE MINACCIA

Fortunatamente, su 35 giorni di cammino ho incontrato la pioggia solamente due volte e mi è bastato. Non esiste impermeabile o qualsiasi altro indumento che ti protegga dopo 4 e più ore di diluvio e l’unica cosa che puoi fare è continuare a camminare.

Ti consiglio di indossare pantaloncini e se li hai, dei sandali di gomma, così da non bagnare totalmente le scarpe e i vestiti.

Puoi utilizzare il coprizaino, ma ti consiglio quello che copre contemporaneamente sia te che lo zaino, così che sia completamente riparato e non ti si bagnino anche le bretelle!

La pioggia è un grande nemico, un freno che ti rallenta tantissimo e ti crea non pochi disagi, soprattutto se penetra nello zaino e ti bagna completamente tutto.

Sappi che in caso di pioggia la possibilità di trovare una lavatrice ed una asciugatrice disponibile è veramente ridotta!

7 – TROVARE FONTANE NON È SEMPRE SCONTATO

L’acqua è il bene più prezioso nella vita, così come nel cammino.

Purtroppo però, anche se la via per Santiago è diventata molto turistica, è difficile trovare lungo la strada delle fontane in cui rifare rifornimento. Ce ne sono poche e in alcuni tratti si cammina per chilometri e chilometri (anche 17!) senza nemmeno una sorgente o un punto di ristoro in cui ricaricare le borracce o acquistare una bevanda.

Tienilo a mente e cerca di partire ogni mattina con almeno un litro o più di acqua a disposizione.

Fermati a qualsiasi fontana per riempire la borraccia: te lo dico per esperienza personale e per evitare di soffrire la sete dopo una salita faticosa, percorsa sotto il sole cocente!

8 – NON TUTTI GLI ALBERGUE ACCETTANO PRENOTAZIONI 

Lungo il cammino sono nati migliaia di albergue pronti ad accogliere pellegrini da tutto il mondo. Ce ne sono di tutti i tipi: grandi, piccoli, pubblici, privati, con stanze in comune o camere private, dai prezzi più vari.

Puoi trovarli sull’App “Buen Camino”, con recensioni e prezzi (sempre da verificare direttamente con la struttura). Alcuni accettano prenotazioni, tramite chiamata o su Booking, altri invece seguono la regola “chi prima arriva ha il posto”

Ci è capitato spesso di “aggiudicarci” gli ultimi due posti all’interno di un albergue, risparmiandoci di dover continuare a camminare fino al paesino successivo per trovare un altro letto disponibile. Verifica sempre il giorno prima questa cosa, in modo da organizzarti bene, partire presto e arrivare in tempo per trovare il tuo posto.

Per sapere tutto sugli albergue lungo il cammino di Santiago leggi qui.

9 – RESTRIZIONI NEGLI ALBERGUE

Una cosa che ho scoperto durante il cammino è che non è possibile dormire per più di due notti nello stesso albergue e che alle 8, massimo 8:30 devi lasciare il tuo letto perché “devono pulire”.

Quindi se hai intenzione di restare più di un giorno in uno stesso posto, perché vuoi riposarti o per altri motivi, sappi che non é possibile, a meno che i proprietari non cambino idea.

Attenzione: questo avviene soprattutto nei paesini. Per le grandi città, data la maggiore disponibilità di camere, il problema non esiste, ma ti consiglio di verificare sempre con la struttura stessa.

10 – SI VEDONO PIÙ ALBE CHE TRAMONTI

Penso di non aver mai visto così tante albe nella mia vita. 

Sono uno dei motivi che mi hanno dato la forza di svegliarmi presto e mettermi a camminare al buio, per poi vedere pian piano il cielo illuminarsi e colorarsi di mille sfumature.

Lungo il cammino si cammina sempre con il sole alle spalle, quindi ricordati di girarti in tempo per vederlo sbucare all’orizzonte e dargli il buongiorno!

Al contrario, i tramonti che si riescono a vedere sono veramente pochi. O perché il sole si nasconde tra le montagne, o per le nuvole o perché sarai talmente stanco che a quell’ora sarai già nel letto a dormire!

CONCLUSIONI

Sapevi tutte queste cose? Io prima di partire non mi ero mai posta queste domande e non avevo mai pensato a tutto ciò, ma mi sarebbe stato molto utile avere queste informazioni prima di intraprendere questo viaggio.

Ti consiglio di leggere gli altri articoli che ho scritto sul cammino di Santiago per sapere di più su questa esperienza.

Buen camino!

Fede – The Smiling Traveler

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