Nel Kyūshū, la grande isola a sud del Giappone, si trova una città multiculturale, che però è entrata nella storia mondiale per essere stata epicentro di una delle due bombe atomiche che hanno colpito il Giappone nel 1945, per volere degli americani.
Nagasaki, nonostante essere stata distrutta da questo ordigno, ha saputo riprendersi e ricominciare con una forza incredibile.
È una città grandissima che sorge tra le montagne (infatti è tutta un sali e scendi), le quali hanno fatto da scudo durante l’esplosione, proteggendola ed evitando sorti ancora più tristi di quelle che invece sono toccate ad Hiroshima.
Ma Nagasaki non è solo questo: la città è un grande porto giapponese che sin dall’antichità ha rappresentato una porta di accesso per il Giappone per i tantissimi paesi, vicini e lontani, che hanno attraccato proprio qui.
Di seguito troverai tutte le info per organizzare la tua visita a Nagasaki e tante curiosità su questa città incredibile.
INDICE DEI CONTENUTI
DOVE DORMIRE A NAGASAKI
Durante il nostro soggiorno di 3 giorni a Nagasaki, abbiamo alloggiato presso l’“Hotel Wingport”, una struttura vicinissima alla stazione centrale e molto nuova, ma con camere molto piccole.
Ci siamo trovati abbastanza bene a parte per il fatto che non avevano distributori di acqua.
COME SPOSTARSI A NAGASAKI
Nagasaki è una grandissima città, fatta di tante salite e discese e che non è adatta ad essere esplorata a piedi date le lunghe distanze e il caldo, che in alcuni periodi dell’anno è veramente insopportabile.
I metodi migliori per spostarsi a Nagasaki sono i bus e i tram.
Noi abbiamo acquistato sia un pass giornaliero per i tram a 600¥, sia un pass giornaliero per i bus a 500¥ (attenzione però perché non è inclusa la linea Kenei bus, che si paga a parte con ICOCA o con qualsiasi altra carta ricaricabile, o acquistando i biglietti direttamente a bordo, solo con contanti).
DOVE MANGIARE A NAGASAKI
Nagasaki è un mix di culture e in particolar modo quella cinese qui ha preso il sopravvento. Sono tantissimi i ristoranti di cucina cinese nella città, ma se ne trovano anche tantissimi che offrono i prodotti e i piatti tipici giapponesi.
Una cosa che abbiamo notato è che tutto chiude abbastanza presto, tranne che per qualche locale all’interno della stazione centrale.
Per mangiare a Nagasaki vi consiglio:
- Shikairou Chinese Restaurant, un ristorante cinese con vista, in cui provare i Sara-Udon (spaghettoni conditi con verdure e pesce) e il Chanpom (una zuppa a base di brodo di pollo e latte, con verdure, spaghettoni, pesce, carne e verdure), due piatti tipici della città. C’è sempre tanta fila, ma vi consiglio di salire sopra e parlare direttamente con il personale per prendere posto, anche se il cartello dice “FULL”.
- Iwasaki Honpo Nishi-Hamamachi, un locale in cui provare un tipico bao cinese, un panino di riso morbidissimo con all’interno carne di maiale sofficissima.
- New York dō, dove preparano il tipico dolce “castella”, che è una sorta di pan di spagna morbido servito con gelato.


COSA VEDERE A NAGASAKI
Nagasaki è una città molto grande, ma un paio di giorni sono sufficienti a vedere le sue attrazioni principali.
PONTE MEGANEBASHI
Uno dei simboli di Nagasaki è il Ponte Meganebashi, anche detto “Ponte degli occhiali”, chiamato così perché le sue due arcate si riflettono nell’acqua limpida del fiume sottostante, andando a formare proprio un occhiale.

CHINATOWN
La Chinatown di Nagasaki, insieme a quella di Yokohama e Kobe, è tra le più grandi ed importanti del Giappone. Qui si trovano tantissimi locali, ristoranti e negozi cinesi e passeggiando per le stradine sembra di essere catapultati proprio in Cina.
PARCO DELLA PACE E MUSEO DELLA BOMBA ATOMICA
Il Parco della Pace e il Museo della bomba atomica sono due luoghi simbolo di Nagasaki e pieni di significato.
Il Parco della Pace si estende intorno all’epicentro dell’esplosione della bomba atomica del 9 agosto 1945.
Una grande statua di un uomo che prega è il suo simbolo, ma in tutto il parco se ne trovano tantissime altre donate da tanti paesi del mondo come segno di sostegno per il disastro di cui questa città è stata protagonista. Vicino al monumento dell’epicentro, è possibile anche vedere ciò che resta della Cattedrale Urakami, la Chiesa cattolica della città, che sorgeva a pochi metri dal punto in cui cadde la bomba. La stessa cattedrale cristiana fu ricostruita poco distante dalla precedente e al suo interno è custodita una statua della Vergine Maria, sopravvissuta all’esplosione.
Poco vicino al parco, si trova il Museo della bomba atomica nel quale sono esposte testimonianze, fotografie e oggetti che raccontano la tragedia. È un luogo abbastanza toccante, così come tutta l’area circostante in cui vige un silenzio profondo.

ONE PILLAR TORII
Altro luogo legato alla violenta esplosione atomica è il One Pillar Torii, una porta torii ad un solo pilastro, danneggiata dal bombardamento atomico. A seguito dell’esplosione, solo la metà destra del pilastro è rimasta perfettamente intatta, mentre la metà sinistra, che è stata spazzata via durante il bombardamento, è conservata su una strada vicina.

MONTE INASA
Il monte Inasa con i suoi 300 metri di altezza, offre una vista spettacolare su Nagasaki e la baia circostante.
Sul monte si può salire in auto, in funivia o a piedi attraverso una serie di scalinate. Noi abbiamo optato per la monorotaia, sia all’andata che al ritorno, e la vista è stata pazzesca.
Pensate che il panorama notturno di Nagasaki è considerato tra i 3 più belli di tutto il Giappone e tra i più belli del mondo.
Vi consiglio di salire prima del tramonto e aspettare che tutte le luci si accendano. Portate un giacchetto perché il vento è molto forte.

GIARDINO GLOVER
Un altro luogo da cui ammirare Nagasaki dall’alto è il giardino Glover, è uno dei luoghi più incantevoli della città. Sorge su una collinetta ed è famoso per i suoi coloratissimi fiori, gli alberi secolari e le architetture occidentali.
L’ingresso è a pagamento.

CHIESA CATTOLICA OURA
La Chiesa Cattolica Oura è stata una delle prime chiese cattoliche del Giappone ad essere costruita dopo il periodo di divieto del cristianesimo nel paese. La sua architettura europea, le sue vetrate colorate e una torre in stile gotico la rendono uno dei simboli e dei luoghi più visitati della città.
ISOLA DI DEJIMA
Per la sua posizione strategica, Nagasaki ha sempre rappresentato per il Giappone un punto di primo attracco per le navi provenienti dall’Europa, dall’India e dalla Cina.
Per limitare la presenza degli stranieri sul territorio giapponesi, solo per fini commerciali, venne costruita l’isola di Dejima, in cui vennero relegati inizialmente i portoghesi. Essi infatti iniziarono nel paese un processo di evangelizzazione, che fu visto negativamente poiché andava a cambiare quelle che erano le tradizioni religiose locali.
Successivamente, a questi si aggiunsero anche gli olandesi, l’unica popolazione con cui i giapponesi furono clementi.
L’isola di Dejima fu il luogo in cui tutte le innovazioni provenienti dall’estero mettevano per la prima volta piede in Giappone. A nessuno però era permesso uscire o entrare da questo territorio, se non a seguito di permessi speciali dati dalle autorità.
Tutto questo avvenne fino al 1854, quando la flotta americana forzò l’apertura dei porti e portò il paese alla firma di Trattati di amicizia e commercio con le varie potenze del mondo.
Oggi Dejima non è più un’isola, in quanto l’area circostante è stata bonificata nel corso del 20° secolo, ed è stata trasformata in un museo sull’epoca passata, con edifici storici e racconti della storia di Nagasaki.

GUNKANJIMA
A pochi km al largo di Nagasaki, si trova Gunkanjima, una piccola isola, simile a una fortezza, nei quali fondali venne scoperta una grande miniera di carbone di alta qualità.
Nel 1890 il colosso Mitsubishi, decise di acquistarla trasformandola in una vera e propria città.
Ufficialmente chiamata Hashima, l’isola di Gunkanjina, lunga solo 1,2km arrivò in poco tempo ad ospitare più di 5000 persone avendo la più alta densità di popolazione in tutto il mondo.
Fu casa di tanti minatori che lavoravano tutti i giorni alla ricerca di carbone e che qui costruirono le loro famiglie e contribuirono allo sviluppo del Giappone.
Con la scoperta del petrolio e l’uso sempre meno frequente del carbone, nel 1974 si decise di chiudere quest’isola, che da quel momento è completamente disabitata.

L’isola ha avuto alcuni “primi record” in Giappone come:
- il primo progetto di terrazza verde;
- il primo palazzo con coltivazioni in cima;
- il primo viadotto sottomarino per acqua potabile.
È possibile visitare l’isola esclusivamente con tour guidati da prenotare sul sito ufficiale molto tempo prima. Il tour è solo in lingua giapponese e vi viene dato un libricino in inglese in supporto.
Il biglietto costa 32€ e include la visita al museo, il viaggio di 45 minuti per raggiungere l’isola e, condizioni del mare permettendo, una passeggiata guidata su una piccola porzione dell’isola. Il tutto per una durata di un paio di ore. Nel caso in cui non riusciate a scendere sull’isola a causa del mare mosso, verrete rimborsati.
