COME DIVENTARE UNA AU PAIR

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“Vuoi vivere per un anno negli Stati Uniti? Vuoi studiare, lavorare e viaggiare, condividendo la tua vita con una famiglia americana?”

Allora diventare una ragazza alla pari è la soluzione giusta per te. ISCRIVITI ORA!

Te lo dice una che, nel 2016 ha colto quest’opportunità senza pensarci due volte e da quel giorno ha cambiato totalmente la sua vita, in meglio! 

Se sei curiosa di sapere cosa significhi essere una au pair, pensi di voler intraprendere questo lungo viaggio e hai bisogno del parere di qualcuno che l’ha fatto, allora sei sulla pagina giusta! 

In questo articolo racconterò la mia esperienza negli Stati Uniti, dandoti consigli e tutte le informazioni necessarie per dare il via a questa avventura! Sei pronta?

COME TUTTO È INIZIATO

Sono venuta a conoscenza del programma au pair per caso, nel 2016, dopo aver letto l’hashtag #aupair su una foto Facebook di una ragazza che si trovava negli Stati Uniti.

Non ne avevo mai sentito parlare e non avevo la minima idea di cosa si trattasse! 

Ricordo solo che ci ho messo meno di mezzo secondo a cercare cosa quella parola volesse significare e iniziarono a tremarmi le mani mentre scrollavo la pagina Google dell’agenzia che proponeva “un viaggio di un anno negli Stati Uniti per vivere in una famiglia americana e prendersi cura dei loro figli in cambio di vitto, alloggio ed una retribuzione”. 

Ci misi ancor meno per registrarmi sul loro sito non appena mi resi conto di avere tutti i requisiti necessari per far parte del programma, ovvero:

  • Avere tra i 18 e i 26 anni
  • Essere patentata
  • Aver conseguito il diploma di maturità
  • Avere la fedina penale pulita
  • Avere minimo 200 ore di esperienza con i bambini extra-familiari (accumulate come babysitter, ripetizioni, animatrice, insegnante)
  • Avere un buon livello base di inglese
  • Voler vivere minimo 12 mesi negli USA in una famiglia americana

Il mio sogno mi stava dando l’opportunità di realizzarlo e perché mai avrei dovuto rinunciarci?

LA PREPARAZIONE

Una volta iscritta al sito, una referente mi ha subito contattata per aiutarmi a compilare l’application online, con tutte le referenze e i documenti necessari. Una volta completato il tutto avrei poi sostenuto l’interview, ovvero una chiacchierata (in un inglese pessimo a quel tempo), con una ex au pair che mi fece venir ancora più voglia di partire dopo avermi raccontato alcune delle sue avventure in terra americana! 

Se per la tua Interviewer sei idonea, allora preparati perché il tuo profilo è pronto per andare online e non ti resta che attendere di essere contattata dalle varie famiglie in cerca di un’au pair.

Ci ho messo un paio di mesi per trovare il giusto match, bisogna avere pazienza. Mi hanno contattata da ogni parte degli Stati Uniti e devo dire che la confusione e l’imbarazzo iniziale era molti, anche perché come già detto, il mio inglese non era il massimo, di conseguenza non capivo tutto quello che mi dicevano e poi non avevo idea di cosa chiedere a parte domande basilari che mi ero scritta, ma che a parer mio sembravano insensate! In realtà nulla è scontato! Informati su tutto e durante le video-call, fai domande di qualsiasi genere e non vergognarti!)

L’importante comunque fu essere me stessa, anche perché quando poi arrivò la chiamata giusta, ho capito subito che quella sarebbe stata la mia famiglia!

LA FAMIGLIA

Fortunatamente le famiglie in cui ho vissuto e che hanno deciso di accogliermi nelle loro case sono sempre state buone, se non ottime. Ci siamo scelti dopo lunghe chiacchierare e dopo aver sentito quel feeling che ci ha legati sin da subito e non poteva andare meglio di così.

Non nego che ci siano stati alti e tantissimi bassi, soprattutto nel mio secondo anno, in cui ho cambiato due famiglie per via di un rematch, ma ho resistito e sono andata avanti, un po’ perché ho un grande spirito di adattamento e di sopravvivenza, tantissima pazienza (che ho scoperto di avere proprio grazie a questa esperienza) e poi per la mia voglia di continuare a vivere quella vita che mi piaceva un casino, cercando il lato positivo in ogni cosa.

La fortuna poi di vivere in città come Boston, New York e Los Angeles mi ha aiutata tanto, poiché potevo svagarmi dopo una giornata difficile andando a fare ciò che amavo di più: esplorare e viaggiare.

Il consiglio che posso darti è però quello di non focalizzarti sulla città, ma sulla famiglia e su quello che ti offriranno una volta lì. Saranno loro il succo della tua esperienza e il rapporto che instaurerai con i tuoi host parents e soprattutto con i tuoi host kids vale il 90% di tutta l’avventura. Ci sono famiglie stupende che vivono a ore di macchina da grandi città, altre che invece hanno ville o appartamenti in pieno centro, ma che magari non ti danno quello che stai realmente cercando e una volta arrivata lì, credimi, il sentirti fuori luogo e non “a casa” non ti farà affatto bene, emotivamente e fisicamente!

C’é sempre la possibilità di un rematch, ovvero cercare una nuova famiglia nel caso in cui con quella in cui stai vivendo non ti trovi bene oppure puoi chiedere aiuto alla tua counselor di zona, una referente che ti darà il benvenuto non appena arriverai e ti sarà di supporto in ogni momento della tua permanenza!

COSA PORTO CON ME?

Parlai con la famiglia ancora un paio di volte prima di partire, chiedendo consigli su cosa portare e cosa mi sarebbe servito una volta lì, per fare in modo di preparare la valigia nel modo più giusto possibile. 

Racchiudere la tua vita in 23kg, un piccolo trolley ed uno zainetto può sembrare semplice e invece non lo è per niente. Tornassi indietro avrei lasciato la metà della metà delle cose che scelsi di portare dall’altra parte del mondo con me, anche perché una volta lì è impossibile resistere alle occasioni e ai saldi che ci sono praticamente per tutto l’anno e soprattutto tentare di stare alla larga dai grandi stores (Target, Burlington, T.J.Maxx) in cui si trovano borse, scarpe e abiti firmati a meno della metà di quanto costino in Italia!

Non sono mai stata un’amante dello shopping, ma credimi, non ho mai comprato così tanti bei vestiti nella mia vita, ad un prezzo vantaggiosissimo!

Per esperienza personale ti consiglio di portare con te ciò che ti serve per stare bene per almeno un mese, giusto il tempo di ambientarti e trovare il primo negozio dove poi rifarti il guardaroba!

ALLA BASE DI TUTTO

Tre cose fondamentali devi avere per essere una au pair:

  • DETERMINAZIONE: devi volerlo veramente, devi essere sicura al 100% di quello che stai facendo. Partire da sola, per almeno un anno, per andare dall’altra parte del mondo a vivere in una famiglia di perfetti sconosciuti richiede un gran coraggio e una mente ben salda, perché i cambiamenti saranno tanti, soprattutto all’inizio e prima inizierai ad ambientarti, prima il gioco si farà bello!
  • SPIRITO D’ADATTAMENTO: come già detto, ti ritroverai a vivere in una casa non tua, con persone che non conosci e che hanno abitudini e modi di fare e pensare completamente diversi dai tuoi e dalla realtà in cui hai vissuto fino a quel momento. 

L’obiettivo del programma è proprio questo: condividere la tua vita e le tue tradizioni, ma allo stesso tempo far tesoro e impararne di nuove, eliminando quei pregiudizi insensati che ci vengono imposti dalla società facendoli diventare quotidianità e normalità.

Una casa non del tutto ordinata, cibo che non sei abituato a mangiare o non ti piace che ti ritrovi in tavola, il modo di educare i propri figli e le ideologie che per te sono strane, ma che per loro hanno un senso! Avendo vissuto tutto questo in prima persona, l’unica cosa che posso dirti è, stai a guardare, spiega perché ti comporti in un determinato modo e chiedi spiegazioni a loro se magari non capisci il perché di un atteggiamento. Cerca di accettare e prendere ogni attimo e segno che questa esperienza ti offre, solo così aprirai la tua mente e darai valore a ciò che stai vivendo.

  • PAZIENZA, in grandi quantità, se non grandissime. Devi essere paziente: 

-Nei confronti della lingua. Aprire un conto in banca, relazionarti con persone che parlano velocissimo, usano slang e mangiano parole e cercare di capire cosa il tizio al telefono ti ha appena detto, non sono cose semplici se parli un inglese di basso livello; ascolta musica, guarda film e parla tanto. Nel giro di un mese ho visto un cambiamento e un progresso incredibile che mi ha letteralmente impressionata! Tempo al tempo!

-Nei confronti dei tuoi host kids, con cui passerai la gran parte del tuo tempo e che dovrai crescere ed accudire, proprio come fossero tuoi figli; ci saranno momenti difficili dove perdere il controllo sarà facilissimo e lo stress sarà alle stelle, ma ricordati che se non fosse stato per loro, tu non saresti arrivata lì!

-Nei confronti dei tuoi host parents, i tuoi “genitori” a cui dovrai fare affidamento in caso di necessità e dai quali dipenderà il tuo mood e la tua vita negli States. Instaurare un buon rapporto con loro è fondamentale, sia nel corso dell’esperienza che anche una volta tornata a casa. Saranno la tua famiglia oltre oceano, coloro che ti hanno accolta senza conoscerti, ti hanno fatta entrare a vivere nella loro intimità e saranno pronti ad aprirti le porte della loro casa in qualunque momento tu voglia tornare e credimi, non è una cosa da poco!

AMICIZIE

Uno dei motivi per cui ho deciso di partire e che più mi spaventava di quest’esperienza era conoscere nuove persone e stringere nuove amicizie. Essendo stata sempre una persona molto chiusa, anche solo il pensiero di dover approcciare ed iniziare a parlare con qualcuno che non conoscevo mi metteva ansia.

In realtà è stato più semplice di ciò che credessi. Lasciandomi andare, ammetto all’inizio con difficoltà, ho stretto talmente tante di quelle amicizie che ancora oggi sono importantissime per me e ho creato dei legami con persone con le quali ho condiviso momenti indimenticabili durante quell’esperienza, ma anche una volta tornata a casa. Il fatto è che trovandoci tutte “sulla stessa barca”, stiamo tutte vivendo la stessa vita, le stesse difficoltà e se siamo lì è perché tutte abbiamo avuto la necessità, la voglia e il coraggio di lasciare tutto e iniziare un nuovo capitolo.

Le amicizie in questo percorso sono fondamentali, per la vita di tutti i giorni, per condividere viaggi, pensieri, sfogarsi e farsi forza a vicenda. Ammetto che devo ringraziare le amiche che ho conosciuto lì se ho deciso di non mollare quelle poche volte in cui ho pensato di voler andare via!

Non sarai mai sola, su questo puoi andarne certa!

VIAGGI

Arriviamo all’argomento più interessante e principale (almeno per me così è stato!).

Una cosa che senza dubbio farai quando sarai una au pair, è viaggiare! Nel weekend, per settimane, mesi o anche gite di un solo giorno, ogni scusa sarà buona per prenotare un volo, un bus o un biglietto di un treno per arrivare in chissà che posto conosciuto o sconosciuto negli Stati Uniti.

Viaggerai da sola o condividerai una vacanza in famiglia con i tuoi host parents, affronterai avventure con sconosciuti o riderai a crepapelle con le tue amiche, ma poco importa, l’importante sarà solo andare e non fermarsi mai!

Questo è stato lo spirito che mi ha accompagnata per tutti e due gli anni in cui ho vissuto in America e solo questa voglia di arrivare ovunque mi ha permesso di spuntare tutto quello che avevo segnato sulla mia Bucket List ed anche molto di più. Percorrere la Route 66, surfare le onde hawaiane, ammirare i ghiacciai in Alaska, vivere la vida loca a Las Vegas e rimanere a bocca aperta davanti la maestosità dei grandi parchi naturali che caratterizzano quel territorio.

Ho speso tutto ciò che ho guadagnato come au pair in biglietti aerei e in esperienze che mi hanno fatta crescere e mi hanno totalmente regalato attimi di estrema gioia, libertà e felicità e non rimpiango neanche un centesimo!

Un consiglio che posso darti è: VAI! Sfrutta ogni minuti libero del tuo tempo per scoprire e perderti in quel mondo meraviglioso. Il tempo vola e solo quando arriverai alla fine e sarà ora di andar via te ne renderai conto!

Ci sono vari gruppi sui social su cui puoi cercare compagni di viaggio e varie applicazioni da cui prenotare che ti consentiranno di creare il tuo itinerario senza spendere molto! 

E non dimenticare che al termine dei 12 mesi, avrai a disposizione ancora un mese, il Travel month, in cui ti è concesso viaggiare liberamente per gli Stati Uniti prima di tornare a casa! Come perdere un’occasione del genere?

ALTRE INFO GENERALI SUL PROGRAMMA

AGENZIA

Ci sono tante agenzie che offrono questo programma, ma senza dubbio ti posso consigliare quella che mi ha seguito fin da subito e non mi ha mai abbandonata durante tutto il percorso: AU PAIR IN AMERICA.

Prezzi vantaggiosi, team eccezionale, famiglie verificate e un servizio eccellente! Potete iscrivervi sulla loro pagina e per qualsiasi informazioni contattare anche direttamente me!

CREDITI

Devi ricordarti che il programma au pair è uno scambio culturale e tu entrerai in territorio americano con un visto studentesco. Oltre ad aiutare la famiglia prendendoti cura dei bambini e venire retribuita per ciò, per far sì che al termine dell’esperienza questa ti sia effettivamente riconosciuta, è necessario ottenere dei crediti, 6 in totale per anno, che potrai accumulare seguendo corsi, privati o al college, o prendendo parte a delle weekend class. La tua counselor ti informerà di tutto non appena arriverai in modo tale che tu abbia il tempo per organizzarti e scegliere il corso che più fa per te!

ESTENSIONE

Il programma di base ha una durata di minimo 12 mesi nel corso dei quali puoi decidere se prolungare il tuo soggiorno per altri 6, 9 o ulteriori 12 mesi con la stessa famiglia o con una nuova, come ho fatto io.

Il consiglio che posso darti? Rimani quanto più possibile e goditi ogni giorno di questa opportunità che non capita tutti i giorni!

CONCLUSIONI

A questo punto credo di averti dato tantissime informazioni su cosa ti aspetterà se deciderai di diventare una au pair e di averti tolto qualche dubbio sul perché dovresti fare quest’esperienza.

Sono tornata in Italia da un po’ di anni ormai e non c’è stato giorno in cui io non abbia pensato a ciò che ho vissuto e alle emozioni che ho provato durante quel sogno americano che ho potuto realizzare.

È un’occasione unica per te, che capita una volta nella vita e devi coglierla al volo, senza pensarci due volte, proprio come ho fatto io e ad oggi non me ne sono mai pentita!

Se hai qualche domanda e vuoi qualche altra info sul programma Au pair non esitare a contattarmi qui o su Instagram, dove puoi trovare foto e video della mia vita negli USA!

Ti aspetto!

Fede – The Smiling Traveler

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