Conosciuta come una delle località termali più importanti del paese, a Beppu sembra di essere proprio in uno scenario dell’inferno dantesco. Qui ci sono più di 3000 sorgenti termali, che generano nuvole di vapori che fuoriescono dai tombini e tra le case, con profumo di zolfo nell’aria e un caldo “infernale”.
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COSA FARE A BEPPU
Per visitare Beppu, vi consiglio di partire di mattina presto. Acquistate al Visitor Center, presso la stazione centrale, il pass giornaliero per i bus (1000¥), che vi consentirà di muovermi comodamente e raggiungere tutti i punti di interesse. All’ufficio informazioni sono tutti gentilissimi e vi daranno tantissimi consigli utili su cosa fare e dove andare (noi abbiamo addirittura trovato un ragazzo italiano veramente molto disponibile).
Per visitare i 7 Inferni di Beppu vi consiglio di acquistare il biglietto unico che comprende tutti gli ingressi, al costo di 2000¥.
5 Inferni, che in giapponese sono chiamati “Jigoku”, si trovano vicini tra loro e si possono visitare a piedi in poco tempo. Altri due invece si trovano a 2.5km di distanza e si raggiungono solo a bordo di un bus (numero 16 o 29).

I 7 INFERNI DI BEPPU
I 7 Inferni di Beppu sono delle sorgenti termali di origine vulcanica, in cui l’acqua arriva anche a 99*. Sono distribuiti in vari punti della città e caratterizzati da acque dai colori diversi.
- Shiraike Jigoku, conosciuto come l’“inferno bianco”, poiché all’interno delle sue acque si trova un mix di minerali che la fanno apparire simile al latte. Purtroppo però nel tempo si sono formate delle alghe che l’hanno fatto diventare verde.
- Oniyama Jigoku, chiamato anche l’“inferno dei coccodrilli”, poiché qui si trova una colonia di circa 100 coccodrilli, che tra le calde acque termali hanno trovato l’habitat ideale per riprodursi.
- Kamado Jigoku, in cui le sorgenti ribollono ed emettono vapore sembrando quasi dei fornelli. In questo inferno potete assaggiare l’acqua termale ad una temperatura di 80*, provare i vapori che aiutano in caso di mal di gola e raffreddore e provare alcune specialità cotte al vapore, come uova o budino.
- Umi Jigoku, il più grande e spettacolare tra i 7 inferni, con le sue acque color blu turchese che raggiungono i 98*.
- Oniishibozu Jigoku, caratterizzato da vasche grigie in cui l’acqua arriva a 99*. È conosciuto come l’“inferno delle teste rasate” perché le bolle di fango color grigio sembrano le teste rasate dei monaci.
- Chinoike Jigoku, definito l’“inferno di sangue”, per il colore rosso delle sue acque termali, che contengono particolari metalli e minerali come ferro e argilla, con cui si producono creme e impacchi per la pelle.
- Tatsumaki Jigoku, famoso perché al suo interno si trova un potente geyser che “erutta” da alcune rocce ogni 30-40 minuti, per circa 5-10 minuti. Il getto d’acqua potrebbe raggiungere i 50 metri di altezza, ma è stato inserito un grande disco di pietra per limitarne la potenza.

DOVE MANGIARE A BEPPU
Per mangiare a Beppu vi consiglio:
- Cafeteria Umi, per provare il budino a vapore;
- Kamado Jigoku, per le uova cotte al vapore;
- Jigokumushikobo Kannawa, un ristorante in cui potete cucinarvi cibo buonissimo al vapore, che si trova nella zona degli inferni ed è molto caratteristico e turistico, ma è veramente buono;
- Toyotsune Honten, vicino la stazione di Beppu in cui preparano una tempura favolosa!

PROVARE GLI ONSEN
Non potete lasciare Beppu senza aver provato gli onsen, dei bagni termali tradizionali, in cui si entra completamente nudi in vasche di acqua bollente (ci sono aree separate per uomini e donne). Noi siamo stati al Kannawa Steam Bath, che oltre ai bagni termali, ha anche una sauna in una grotta bollente, in cui ci si sdraia su un tappeto di erbe profumate.
L’ingresso costa 700¥, a cui si aggiungono 220¥ per lo yukata (una sorta di camice che serve per la sauna) e altri 200¥ per l’asciugamano (che se potete vi consiglio di portare dall’hotel).
