IMMERSI NELLA NATURA NEL KHAO SOK NATIONAL PARK

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Quando si pensa alla Thailandia, vengono in mente templi, spiagge e isole paradisiache. Pochi però sanno che esiste un luogo in questo paese che è ancora lontano dal turismo di massa, in cui a comandare è la natura e la sua spettacolarità.

Il Khao Sok National Park è una riserva naturale nel sud della Thailandia, uno dei pochissimi posti rimasti incontaminati sulla Terra. Qui domina una giungla incontaminata, rocce calcaree simili a grandi faraglioni e un gigantesco lago artificiale, il Cheow Lan, che creano un paesaggio a dir poco suggestivo. 

In questo parco nazionale abbiamo vissuto una delle esperienze più intense e finora estreme della nostra vita, con i suoi pro e contro.

LA NOSTRA ESPERIENZA

Siamo venuti a conoscenza del Khao Sok National Park mentre eravamo a Bangkok e abbiamo deciso di inserirlo nel nostro itinerario, perché ci era piaciuta l’idea di vivere in mezzo alla natura e, perché no, vedere animali selvatici nel loro habitat naturale. 

Così siamo andati all’agenzia “Montanatip Tour and Travel” di Bangkok e abbiamo preso i biglietti per Khao Sok a 2260 bath (in due) ed è iniziato il nostro viaggio della speranza. Sono state 13 ore in un bus notturno, pieno di turisti e scomodissimo che ci ha portati fino a Surat Thani, per poi prendere un minivan che ci ha portati a destinazione.

Arrivati a Khao Sok abbiamo fatto una passeggiata nel paesino prima di fare check in nel bungalow che avevamo prenotato per la notte, ovvero il “Khao Sok Silver Cliff Resort”, immerso nella giungla e non semplice da raggiungere. La struttura era molto carina, ma vi consiglio di trovarne una un po’ più centrale perché una volta lì, se non avete un vostro mezzo non potete andare più da nessuna parte. Ci hanno accolti con un drink di benvenuto e poi ci hanno mostrato la nostra stanza, lungo il fiume.

È stata una notte molto intensa, ci siamo trovati la stanza piena di gechi, blatte, rane e i suoi della natura non ci hanno fatto dormire molto, ma è stato bello nonostante tutto.

INFO SUL TOUR

Il giorno prima, non appena scesi dal minivan, proprio alla fermata del bus abbiamo trovato questa agenzia di questa signora che offriva i tour per il parco e così, dopo aver girato per un po’ e sentito le offerte anche di altre agenzie, abbiamo deciso di acquistare il pacchetto da lei.

Per due giorni e una notte nel parco abbiamo pagato 2500 bath a testa, tutto incluso, con trekking, safari in barca e, per sistemazione, una palafitta di canne di bamboo nel mezzo del lago.

Si tratta di 70 € a persona, a cui poi bisogna aggiungere 200 bath a persona per l’ingresso al parco e altri 20 bath a testa per la tassa rifiuti, che vengono pagati all’ingresso del parco.

COSA PORTARE

Per questa esperienza vi consiglio di partire preparati per evitare spiacevoli inconvenienti. Sappiate che state andando in mezzo al nulla, senza servizi, negozi o la possibilità di acquistare qualcosa.

Partite con solo un piccolo zainetto all’interno del quale cercate di mettere il minimo indispensabile: 

  • due cambi;
  • un impermeabile in caso di pioggia;
  • una zanzariera per il letto;
  • un giacchetto o comunque una maglia un po’ più pesante nel caso la sera faccia fresco; 
  • delle scarpe antiscivolo per l’acqua;
  • spray antizanzare;
  • crema solare;
  • prodotti per il bagno;
  • una borsa impermeabile;
  • un asciugamano;
  • cappello e occhiali da sole;
  • batteria portatile carica.

INIZIA IL TOUR

La nostra avventura alla scoperta di questo meraviglioso parco nazionale è iniziata di prima mattina.

Ci sono venuti a prendere al bungalow e, dopo aver lasciato i nostri zaini in agenzia e aver portato con noi solamente i nostri zainetti piccoli, con il minimo indispensabile all’interno, siamo andati a prendere tutti gli altri partecipanti: eravamo una decina, da ogni parte del mondo. 

Dopo un viaggio di circa un’oretta, con una breve sosta per acquistare le ultime cose in caso di necessità, siamo arrivati all’ingresso del parco. 

Lo scenario appariva già stupendo: tutto era verde, alberi ovunque e la maestosità del lago si è presentata ai nostri occhi. Abbiamo iniziato a navigarlo a bordo di una long tail boat (tipica imbarcazione thailandese) per quasi due ore, durante le quali è iniziato a piovere tantissimo e ci siamo completamente bagnati.

Siamo così arrivati alla struttura che ci avrebbe ospitato per quella notte: una fila di piccole capanne di canne di bamboo che galleggiavano sulle acque del lago. C’era un’ampia zona coperta in cui ci hanno fatto trovare il pranzo, molto buono, a base di fried rice e per quanto riguarda i bagni, questi erano in comune e ben organizzati. Ovviamente niente corrente e pochissimi servizi.

Noi abbiamo scelto l’ultimo bungalow della fila, con tetto in paglia e all’interno solo due materassi e un cuscino buttati per terra. Per fortuna avevamo deciso di portare con noi le nostre zanzariere da viaggio con le quali abbiamo completamente ricoperto i letti.

IL TREKKING

Nel primo pomeriggio siamo partiti per la prima escursione: un trekking in mezzo alla giungla alla ricerca di animali particolari. 

Sinceramente? Non ci è piaciuto per niente. La nostra guida era un giovane ragazzo thailandese che ha ripetuto per tutto il tempo “slowly, slowly”, mentre correva e saltava tra gli alberi, con dietro tutto il gruppo che non riusciva a stare al suo passo.

Ci siamo trovati a dover attraversare un fiume e, ad una ragazza gli si sono attaccate delle sanguisughe ad una gamba, mentre noi abbiamo completamente rovinato il nostro unico paio di scarpe che avevamo a disposizione.

In conclusione, dopo aver salito la montagna per circa mezz’ora, completamente bagnati per l’umidità ai massimi livelli, rincorrendo la nostra guida, non abbiamo visto neanche un ragnetto e siamo tornati indietro abbastanza innervositi.

Ci siamo imbarcati di nuovo e abbiamo iniziato un safari alla ricerca di qualche altro animale, ma a parte qualche scimmietta, nulla è apparso.

Dopo esserci goduti un tramonto sul lago in totale relax, la sera ci hanno servito una deliziosissima cena a base di pesce alla griglia, verdure, riso e dolci. Questa è stata senza dubbio la parte migliore di tutta l’esperienza.

IL SECONDO GIORNO

La notte è andata abbastanza bene, a parte il fatto che quando ci siamo svegliati abbiamo scoperto che la nostra capanna era invasa da gechi e blatte e per fortuna, le nostre zanzariere hanno fatto un ottimo lavoro.

Prima dell’alba siamo partiti per un’altra escursione in barca per vedere un po’ di fauna, ma anche stavolta non ci è andata bene, infatti abbiamo visto solo altre scimmiette e qualche uccello particolare.

Siamo tornati poi alla struttura per fare colazione a base di pancakes e frutta fresca e abbiamo ripreso i nostri zaini per iniziare il viaggio di ritorno sulla terraferma.

Prima di concludere il tour però ci siamo fermati a fare altre tappe importanti. 

La prima è stata all’interno della Pra Kie Phet Cave, una grotta di 250 milioni di anni fa, con all’interno stalagmiti, stalattiti e ragni giganti e pipistrelli.

La seconda invece al Three Cliffs Points, il punto panoramico simbolo di questo parco nazionale, costituito da queste enormi rocce che fuoriescono dalle acque tra le quali si naviga. Veramente stupendo!

Siamo così poi tornati sulla terraferma e ci hanno portati a pranzare in un locale tipico, per poi riportarci al punto di partenza e terminare il tour.

Dopo aver ripreso i nostri zaini siamo saliti su un altro minivan che ci ha portati verso Ao Nang, dove è iniziata una nuova avventura.

Sulla mia pagina Instagram @gotravelandsmile_ trovate tutte le foto e i video di quest’esperienza!

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