L’isola di Fuerteventura, nell’arcipelago delle Canarie, nel bel mezzo della sua natura desertica, nasconde un luogo misterioso.
Tra le immense distese di terra arida, nella zona nord occidentale dell’isola, si trova infatti un gigantesco labirinto.
È stato costruito dal tedesco Wolf Patton ed è interamente fatto di pietre e sassi.

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DOVE SI TROVA
Il labirinto non è segnato su Google Maps e a quanto pare neanche la gente del posto lo conosce. Noi l’abbiamo trovato per caso su un sito che ne accennava l’esistenza e dopo tante ricerche siamo riusciti a scoprire dove era nascosto questo luogo unico.
È immerso in un territorio marziano, a pochi chilometri da El Cotillo, su una collinetta da cui si gode di una vista stupenda.
Per raggiungerlo è necessario percorrere una lunga strada sterrata che porta fino ad un camping (all’apparenza abbandonato) dove è possibile lasciare l’auto per poi incamminarsi per un sentiero di circa 15 minuti. Solo prestando bene attenzione riuscirai a vedere il labirinto perché si confonde completamente con il territorio circostante.

UN PERCORSO SPIRITUALE
Il labirinto è lungo 3 km e per raggiungere il suo centro ci vogliono all’incirca 40 minuti, durante i quali vivrai un vero e proprio percorso spirituale.
Una volta iniziato il cammino arriverai in diversi punti credendo di essere quasi alla fine e invece, dopo la svolta, ti ritrovi nella parte più lontana ed esterna.
Sembra infatti che il labirinto abbia un collegamento con la psiche umana. Percorrendolo si attivano entrambe le aree cerebrali, in quanto è stato costruito volontariamente con lo stesso numero di svolte a destra ed a sinistra, così da poter attivare e far lavorare allo stesso modo gli emisferi cerebrali destro e sinistro.

MISTERI E CREDENZE
Questo labirinto è un luogo molto particolare che racchiude inoltre tanti misteri.
Patton impiegò più di due mesi per crearlo e fu influenzato dai labirinti in stile gotico, ispirandosi al labirinto della cattedrale di Chartres.
Di forma circolare, al centro si trova una pietra circondata da otto pietre più piccole, che secondo gli antichi alchimisti, era un amuleto capace di trasformare i metalli in oro o di produrre l’elisir di lunga vita.
CONCLUSIONI
Fotografare il labirinto interamente è una bella impresa.
Non è possibile utilizzare il drone, sia perché per uno strano motivo esso non si alza in volo, sia per il forte vento, che insieme al rumore del mare, fanno da sfondo ad un ambiente in cui regna la pace.
È un’esperienza curiosa, particolare da provare!
Taggami se riesci a trovarlo!
Let’s go travel and smile!
